Il Regno Unito è il primo Paese occidentale a partire con la somministrazione: la dose numero uno va a Margaret Keenan, 90 anni, che abita in una casa di riposo in Irlanda del Nord

LONDRA. “Sono così felice, è il regalo più bello per il mio compleanno: potrò passare il Natale con la mia famiglia dopo esser stata sola per tutto l’anno”. Margaret Keenan è una nonnina di 90 anni, dell’Irlanda del Nord ma da 60 anni vive a Coventry e dalle 6.31 inglesi di questa mattina è la prima persona al mondo cui è stato sottoposto il vaccino anti-Coronavirus di Pfizer-BioNTech, dopo la sua approvazione per l’uso pubblico in Regno Unito. “È un privilegio per me”, ha continuato la donna, che è stata vaccinata con la prima dose all’ospedale di Coventry, “fatelo tutti! Se l’ho preso io che ho 90 anni, figuriamoci voi”. Perché oggi, metafora bellica e patriottica immancabile, in Regno Unito è il “V-Day”. Ossia il Vaccine-Day, il giorno storico in cui si inizierà a somministrare il vaccino anti Covid al pubblico, dopo le tante polemiche e critiche degli ultimi giorni per quella che per alcuni – Ue e il dottor Anthony Fauci in America – è stata una approvazione da parte delle autorità britanniche “frettolosa”, essendo il Regno Unito il primo e sinora unico Paese occidentale ad averlo fatto: sabato già la Russia aveva cominciato la somministrazione del suo vaccino.

Le autorità britanniche hanno detto più volte di esser state assolutamente rigorose, nonostante il processo di approvazione d’emergenza, e il governo di Boris Johnson ha tirato dritto, anche perché un possibile disastro sulla Brexit incombe visto lo stallo sui negoziati con l’Europa, dunque meglio cercare di tornare a una sorta di normalità il prima possibile per preservare l’economia a rischio.

“È un giorno straordinario nella lotta contro il Coronavirus, grazie agli scienziati, a medici e infermieri e a tutti i volontari. Ora possiamo davvero sperare in un futuro migliore”, ha dichiarato il premier Boris Johnson che oggi farà un tour in un paio di ospedali del Paese per benedire politicamente questo momento storico. “Ma”, ha ammonito il leader britannico, “non è finita: nel frattempo, per tutto l’inverno, non possiamo abbassare la guardia, nonostante l’arrivo del vaccino. Perché questo virus è sempre tra noi, e lo sarà per molto altro tempo. Quindi ricordatevi sempre: lavatevi le mani, distanziamento sociale e indossate le mascherine”. La signora Keenan è la prima delle 400mila persone circa che da oggi e nelle prossime settimane in Regno Unito riceveranno il vaccino di Pfizer-BioNTech in decine di ospedali del Paese (sei a Londra), mentre dalla prossima settimana dovrebbero iniziare a somministrarlo anche i medici di base. In tutto le dosi arrivate dal Belgio sinora del vaccino, che va conservato a una temperatura di almeno -70 gradi, sono 800mila, e ogni persona ne riceverà due a distanza di tre settimane. Il governo britannico ha ordinato complessivamente 40 milioni di dosi del vaccino di Pfizer-BionTech. Non è chiaro quando arriveranno le altre, ma a Downing Street e Whitehall contano di vaccinare almeno altre quattro milioni di persone entro la fine del 2020, grazie a una task force da operazione bellica in cui verranno coinvolti decine di migliaia di militari dell’esercito, che costruiranno anche nuovi maxi hub da 5mila vaccinazioni al giorno.

La signora Keenan è stata la prima a essere vaccinata perché rientra nella prima fascia di somministrazione: ossia avere più di 80 anni ed essere paziente, oppure un lavoratore, di una casa di riposo. Poi sarà il turno di medici e infermieri della sanità pubblica e anche di tutti gli over 80 in generale, per poi a scalare. Negli ultimi giorni ci sono stati rumours di una vaccinazione pronta anche per la Regina Elisabetta e il suo marito Filippo, rispettivamente 94 e 99 anni, teoricamente in seconda fascia. Già nel 1957 la sovrana fece pubblicamente vaccinare i figli Carlo e Anna contro la poliomielite per dare un segnale forte di fiducia e incoraggiamento al pubblico. Il governo britannico conta di vaccinare tutta la popolazione sul suolo britannico, anche mediante gli altri vaccini di Oxford e Moderna (quando saranno approvati dall’agenzia del farmaco locale) entro l’estate 2021. 

Articolo di La Repubblica


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