Per celebrare il lancio su Marte di Perseverance il Museo di Storia Naturale di Londra ha installato una riproduzione del pianeta rosso di Luke Jerram.

C’è stata vita su Marte? Una domanda, a cui molti scienziati, stanno ancora cercando una risposta. La NASA, con il lancio su Marte di Perseverance sta proprio cercando di risolvere questo quesito.

Il rover Perseverance è atterrato con successo sul pianeta rosso il 18 febbraio 2021, dopo ben 203 giorni di viaggio, in cui ha attraversato 293 milioni di miglia (472 milioni di chilometri). Il veicolo aveva abbandonato il pianeta Terra lo scorso 30 luglio 2020 dalla stazione spaziale di Cape Canaveral in Florida. Perseverance è il prodotto di una delle tecnologie più avanzate ideate dalla NASA, specificamente creata per cercare tracce di vita su Marte, che ha mai sbarcato su un altro mondo.

L'istallazione di Luke Jerram di Marte al Museo di Storia Naturale di Londra (courtesy del museo)
L’istallazione di Luke Jerram di Marte al Museo di Storia Naturale di Londra (courtesy del museo)

Un lancio che ha lasciato il segno

Per celebrare questo storico atterraggio su Marte il Museo di Storia Naturale di Londra ha installato un’enorme scultura sospesa dal soffitto, che riproduce il pianeta rosso posizionato nello stesso ambiente dove si trova lo strabiliante scheletro della balena blu. L’opera è stata realizzata dall’artista britannico Luke Jerram, misura sette metri di diametro in scala un milione a uno del pianeta. Ogni centimetro della scultura è pari a 10 km della superficie di Marte: «Ogni valle, cratere, vulcano e montagna è messa a nudo per essere ispezionata. L’opera d’arte ci trasporta in questo deserto, per immaginare cosa significhi mettere piede su questo incredibile pianeta», ha dichiarato Jerram. Inoltre, per creare ulteriore atmosfera, la sala è stata illuminata da dei toni rossi.

L'istallazione di Luke Jerram di Marte al Museo di Storia Naturale di Londra (courtesy del museo)
L’istallazione di Luke Jerram di Marte al Museo di Storia Naturale di Londra (courtesy del museo)

Gli scienziati del museo, la professoressa Caroline Smith e il Dott. Keyron Hickman-Lewis, fanno parte del team scientifico Mars 2020 della NASA e aiuteranno a prendere decisioni sul campionamento e sull’analisi durante il corso della missione. Ciò comporterà una stretta collaborazione con partner internazionali come l’Agenzia spaziale britannica e l’Agenzia spaziale europea con sede presso l’Harwell Science e Innovation Campus nell’Oxfordshire, dove il Museo aprirà un nuovo centro di scienza e digitalizzazione nel 2026.

Alla ricerca di vita su Marte

Perseverance è il primo veicolo inviato su Marte specificatamente per cercare tracce di vita microbica passata sul pianeta. Per questo il rover svolgerà la sua ricerca nella zona del cratere Jezero, un luogo che data la sua conformazione geologica si pensa possa aver ospitato in passato il delta di un fiume, quindi il posto migliore da ispezionare visti gli obiettivi della missione.

Il rover Perseverance ideato dalla NASA (courtesy NASA)

Per riuscire nell’intento, Perseverance, estrarrà dei campioni di suolo marziano e li andrà ad immagazzinare al suo interno. Successivamente, le rocce raccolte verranno recuperate nel 2030 con una futura missione su Marte per poi essere finalmente analizzate e studiate sulla Terra.

La professoressa Caroline Smith studierà la mineralogia e la geochimica delle diverse rocce trovate nel cratere Jezero e sarà coinvolta nella pianificazione di come i campioni verranno curati al loro arrivo sulla Terra. Il dottor Keyron Hickman-Lewis, finanziato dall’agenzia spaziale britannica, studierà gli ambienti riflessi dalle rocce sedimentarie trovate nel cratere Jezero e la potenziale antica vita microbica contenuta al suo interno.

L’atterraggio di Perseverance su Marte (courtesy NASA)

Keyron Hickman-Lewis ha affermato che «Il cratere Jezero offre una splendida finestra sulla storia primordiale di Marte, quando il pianeta potrebbe aver ospitato una biosfera. Una volta tornato sulla Terra, questo set unico di campioni ci fornirà una profonda comprensione della geologia di Marte».

Fantasticare su una possibile vita passata su Marte ora non sembra essere più un’utopia. Attraverso questa missione, si potrà, con ottime portabilità, fare una delle scoperte scientifiche più significative della storia.

Fonte: https://www.exibart.com/


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