Scoperta una serra con 826 piante: la coltivazione avviata probabilmente con l’idea che nel quartiere finanziario svuotato dal lockdown e dallo smartworking nessuno si sarebbe accorto di nulla. Ma l’odore ha attirato l’attenzione dei passanti

È la prima “piantagione” di marijuana in piena City di Londra, a due passi dalla Banca d’Inghilterra tra l’altro. Anche questo è un altro effetto inaspettato della pandemia da Coronavirus. Perché ieri gli agenti di polizia londinesi hanno scoperto a Throgmorton Street, vicino al glorioso palazzo della Bank of England, una maxi serra di piante di marijuana. Mai si era visto qualcosa di simile nel quartiere finanziario della capitale britannica. Ben 826 piante di “erba” sono state rinvenute dalla polizia nello scantinato di un edificio commerciale.

Così tante che “l’odore si è sprigionato in strada” e alla fine qualche passante se n’è accorto e ha avvertito le forze dell’ordine. Due gli arresti. 

Secondo la ricostruzione degli agenti, i produttori di droga hanno approfittato del fatto che, a causa del Covid e del terzo lockdown nazionale attivo dal 3 gennaio scorso in Inghilterra, la City è così desolata e deserta a causa dello smartworking imperante che i due avevano pensato bene di approntare, più o meno tranquillamente, una maxi serra di marjuana, cosa che sinora non era mai successa nel quartiere finanziario.

L’ispettore di polizia Andy Spooner ha commentato: “È la prima serra del genere nella City. Se ne sono approfittati del fatto che in quest’area ci sono sempre meno persone in giro e quindi speravano che nessuno si accorgesse di una attività sospetta. Ma come polizia a Londra siamo sempre attivi contro ogni crimine, nonostante il lockdown”. 

Del resto, il futuro della finanziaria “Square Mile”, come viene chiamato il cuore della City a Londra, è in bilico, e i costruttori stanno prendendo tempo. Stando a uno studio dell’agenzia di consulenza Deloitte, dopo la vittoria di Boris Johnson alle elezioni del dicembre scorso, subito erano scattati nuovi progetti di grattacieli nella City, vedi al numero 40 di Leadenhall e a 8 Bishopsgate con una “stazza”, rispettivamente, di 81mila e 71mila metri quadrati.

In totale, dallo scorso ottobre, erano stati attivati piani per quasi 500mila metri quadrati di uffici, ora in bilico a causa del Covid: il 57% dei costruttori e delle agenzie immobiliari temono che il trend sarà negativo per molto tempo. 

Oramai i cantieri già attivati non potranno più essere fermati. Ma tutti i progetti (circa 130mila metri quadrati) che dovevano iniziare a metà-fine marzo di quest’anno saranno rivalutati. Mentre di qui a sei/nove mesi, come predice il “Telegraph”, saranno pochissimi i nuovi che vedranno la luce, anche perché le banche sono meno propense a finanziare, dato il contesto.

Stando alla “Builders’ Conference”, in aprile i nuovi contratti di costruzioni sono calati tra il 40 e il 60% a Londra rispetto all’anno scorso, e fino all’80% nel sud-est dell’Inghilterra, il cui sviluppo è osmotico con la capitale.

Fonte: La Repubblica


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