L’ultima volta il categorico “NO DEAL” pronunciato da Johnson sugli accordi con l’UE, aveva messo in allarme Michel Barnier e David Frost, i responsabili per i negoziati UE/UK e indispettito notevolmente la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen.

Tuttavia, i risultati delle elezioni USA hanno cambiato le carte in tavola. Diciamo che il Primo ministro britannico è un po’ come una bandiera, va dove tira il vento…

Ed infatti, eccolo che appare più raggiante che mai e rassicura gli “amici” europei sulla volontà di riprendere e accelerare il dialogo per la Brexit; per dimostrarlo, ha addirittura telefonato alla non più stizzita Von der Leyen.

Attualmente rimangono in ballo due scogli da affrontare:

la questione dei diritti di pesca ed i relativi aiuti di stato. E l’Internal Market Bill, il quale eluderebbe gli accordi internazionali firmati col Withdrawal Agreement ed avrebbe come conseguenza un impatto diretto sull’Irlanda del Nord.

E’ proprio quest’ultimo punto, che ha portato Johnson al cambio di rotta repentino. Vi spiego il perchè, la rielezione di Trump, avrebbe, di fatto, favorito il pugno duro con la UE, su un accordo di libero commercio con gli Stati Uniti. Tuttavia, con Biden presidente eletto, la ruota gira.

Il nuovo presidente USA, è, infatti, di discendenza irlandese, ed aveva già espresso critiche sull’approccio duro nei confronto dell’UE, lo scorso settembre, in quanto avrebbe lasciato l’Irlanda totalmente in balia degli eventi e senza un porto sicuro in cui potersi rifugiare.

Propendeva, invece, per il Good Friday Agreement, il quale, non avrebbe creato vittime della Brexit, o almeno non di più di quelle già in essere ed avrebbe garantito uno sviluppo di pace con l’Irlanda.

Qui il nostro Boris, fa la sua entrata in scena, annunciando che il suo scopo è di proteggere e mantenere il Good Friday Agreement ed il conseguente processo di pace in Irlanda del Nord. L’intesa tra le due parti dovrà essere trovata entro fine mese, per dare tempo ai rispettivi parlamenti di ratificarla.

Sembra proprio che al momento una Brexit senza accordo non la vuole più neppure Johnson.

Ad onor del vero, c’è da dire però, che l’annuncio del segretario di stato della Georgia Brad Raffensperger, sull’autorizzazione del riconteggio manuale delle schede per le elezioni presidenziali in USA, apre nuovamente le porte ad eventuali dissidi tra EU ed UK, soprattutto se si considera che tale decisione assume un’ importanza nazionale, al fine di determinare il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

La partita non è quindi finita, che Johnson decida di cambiare di nuovo idea?! Ai posteri l’ardua sentenza!


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