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Oggi vi raccontiamo la storia di Ornella, che ha vissuto a Londra tra gli anni 80/90. Dalle sue parole si evince in toto l’amore incondizionato che ancora oggi ha per la capitale britannica. Londra è per Ornella la sua seconda casa, un pezzo del suo cuore che non potrà mai dienticare.

Ciao sono Ornella ed ho vissuto a Londra, esattamente a Chelsea, dal 1981 al 1992. Anni meravigliosi dove ho avuto la fortuna di conoscere e vedere il Top della musica mondiale. Vivere a Chelsea significava avere vicini di casa David Bowie, Mrs Thamther, Mick Jagger, Paul Getty e tanti altri. Ho visto i migliori concerti inimmaginabili fra i quali Live Aid del quale conservo ancora il biglietto. In un paio di occasioni ho incontrato Lady D e il giorno della sua morte piansi tantissimo. Mai perso un discorso di Natale della Queen, ho passato anni meravigliosi e mi sono divertita tantissimo, ma, mi sono anche molto impegnata andando a scuola per perfezionare la lingua inglese, ho sempre lavorato tanto e divenni in pochi grandi, grazie alla mia dedizione la Manager di un Ristorante. Amo Londra e a volte penso di amarla ancora più di quanto ami la mia Italia e soffro di nostalgia soprattutto ora, che causa pandemia siamo costretti a non viaggiare. Mi mancano le lunghe camminate per le strade londinesi, mi mancano le gite fuori porta nella campagna dove i paesaggi erano come nelle fiabe…potrei andare avanti per ore ed ore.

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Come mai decisi di tornare in Italia? Sono tornata in Italia perché durante una vacanza a casa dei miei genitori ricevetti una proposta di lavoro che in circostanze normali e vivendo in Italia sicuramente non avrei mai ricevuto.  In quel periodo ero praticamente “disoccupata” (l’ho messo tra virgolette perché di fatto non lo ero, ma il ristorante che dirigevo era stato venduto e la compagnia con la quale lavoravo stava preparando un nuovo posto dove collocarmi). Ero ritornata single dopo una lunga relazione e quindi ero un po’ disorientata emotivamente. Da aggiungere che erano gli anni 90 e a Londra si sentiva molto forte la recessione, quindi spinta da tutte queste motivazioni, dalla famiglia e anche dal fatto che in Italia si stava bene in quel periodo accettai il lavoro offertomi. In una settimana sbaraccai casa a Londra, era il 1992, tornai in Italia  e in pochi anni feci carriera e girai il mondo  grazie al mio lavoro, inoltre, avevo l’opportunità di tornare spesso nella capitale londinese perché avevamo anche una filiale a Epsom.

Il ricordo più bello che hai di Londra? In 10 anni di ricordi ce ne sono migliaia, te ne racconto alcuni:

Concerto Live Aid (indimenticabile) 12 ore di musica eccezionale. Oltre al Live Aid moltissimi concerti tipo Queen, U2,  David Bowie, Genesis, Pink Floyd.

Uscendo da un negozio mi trovai in mezzo ad un acquazzone e una persona mi offrì ospitalità sotto il suo ombrello nell’attesa di trovare un Taxi (che quando piove a Londra sono praticamente impossibili). Quando lo guardai in faccia riconobbi George Harrison (Beatles) e per poco non svenni! Un’emozione che ancora oggi è fortissima. Mi fermò un taxi e mi fece segno di salire, un gentiluomo di altri tempi. Io non dissi nulla (ero abituata con il mio lavoro ad essere discreta con le celebrità) ma prima di salire sul Taxi gli dissi che quello era per me un giorno di sole, anche se diluviava e che lo avrei portato per sempre nel mio cuore. Mi fece una specie di inchino e l’occhiolino.

Seduta in un tavolino di un Pub  notai che vicino al mio tavolo erano seduti Bob Geldof, Paul McCartney e David Bowie che discutevano su come organizzare il concerto del Live Aid. Seppi praticamente del concerto in totale anticipo, uno scoop praticamente.

Una mattina ero con amici a correre nella zona di Pimlico dove incrociammo la Regina sulla sua strana macchina che non potevi non riconoscere tanto era particolare. La salutammo e lei rispose al saluto con un sorriso (Ragazzi che emozione!)

Mentre andavo a scuola al Westminster College attraversai la piazza della Cattedrale, che era stata chiusa al pubblico perché in quell’occasione c’era Papa Wojtyla in visita (noi avevamo un pass speciale per poter appunto raggiungere il College)  e mi imbattei nel Papa, fu davvero emozionante. Mi fermai e parlai con lui in inglese per almeno 10 minuti e mi lasciò dandomi la benedizione. Quando arrivai a scuola e raccontai l’episodio il mio insegnate era più emozionato di me..

Non soè stato tutto rose e fiori, ci sono stati momenti brutti. Ho subito in 10 anni 5 furti in appartamento e in uno di questi una persona era in casa ma per fortuna non le hanno fatto del male. Ho assistito allo strazio degli Hooligans che devastavano la città ogni sabato pomeriggio (io abitavo in Fulham ed ero vicina allo stadio). Ci sono tantissime cose che ho vissuto in quegli anni e tante amicizie che ancora sono vivissime. Siamo tutti invecchiati, ma sempre in contatto e alcuni sono in giro per il mondo: Scozia, Brasile, Australia, New Zeland, Francia ed è meraviglioso farci delle belle chiacchierate con Zoom tutti insieme.

Questa, cara Camilla è la mia Londra!


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