Prima di rispondere a questa domanda, è doveroso, tuttavia, fare una premessa, che spieghi il perché noi oggi ci interroghiamo su questo quesito.

Ma andiamo per ordine…

Il flusso degli italiani che decidono di trasferirsi all’estero dal 2006 al 2019, ha subito un’impennata, che potremmo tranquillamente definire stratosferica, infatti, il numero di italiani all’estero risulta essere quasi raddoppiato, passando dai 3 milioni di expat agli oltre 5 milioni nel 2019. Si tratta di un flusso costante, alimentato, inoltre, dalla crisi economica che attanaglia il nostro paese, così come la Grecia e la Spagna.

Erano soprattutto i giovani a scegliere di andare via dall’Italia, e il Regno Unito rappresentava la meta preferita in assoluto, infatti, secondo il rapporto stilato nel 2019 dall’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, il Regno Unito era in testa con il 22% di aumento nel flusso migratorio.

Inoltre, a conclusione della premessa c’è da dichiarare che, sempre secondo il rapporto elaborato dal’Istat la fascia d’età in cui si registra la perdita più marcata è quella che va dai 25 ai 39 anni e, tra questi, quasi il 30% è in possesso di un titolo universitario o post-universitario.

Il pensiero comune sino al 2019 sembrava quindi “meglio la Brexit che rimanere in Italia”. E nel 2020, è cambiato qualcosa secondo voi? SI, il Regno Unito rappresenta ancora la meta più ambita dagli italiani e dagli europei in generale per trasferirsi? NO.

Lo avevamo fatto emergere già in precedenza in due diversi articoli, quando abbiamo affermato che la capitale inglese, secondo quanto rivelato dal Brexit Tracker della società di consulenza EY, si stava praticamente svuotando, molte società di servizi finanziari avevano già trasferito in Paesi Europei oltre 7500 posti di lavoro ed asset di clienti UE per un valore pari a ben 1,2 trilioni di sterline. E quando spiegammo che gli studenti universitari provenienti dall’UE e dalla Svizzera, non potevano più accedere alle Università inglesi pagando le medesime tasse degli studenti britannici.

Johnson ha fatto il passo più lungo della gamba e a farne le spese saranno l’economia e l’istruzione. L’Inghilterra infatti, si sta letteralmente svuotando. La Brexit, è stata vista per quello che è, una manovra atta a dare il ben servito a quei cittadini stranieri che si erano trasferiti nella metropoli per realizzare i loro sogni. L’aumento delle tasse universitarie e la mancata sovvenzione, hanno causato la perdita di innumerevoli studenti, che ora hanno scelto altre mete per laurearsi. La pandemia da Covid-19, gestita, non male, ma, malissimo dal governo britannico, ha portato ad un tracollo economico peggiore di quello avvenuto durante la pandemia da Spagnola.

Dopo il Referendum è cambiato l’atteggiamento nei confronti degli stranieri. In UK ora, vige il “prima gli inglesi”. Così, nonostante ti ritrovi in possesso di una laurea, di un master, o di un dottorato, se non sei inglese parti svantaggiato. Sembra proprio che, la patria della multiculturalità e del vivere in armonia con tutti, sia divenuta filo-razzista in questi ultimi tempi.

Dal 1 Gennaio 2021 sarà quindi difficile trasferirsi a Londra, il forte timore, sollevato, soprattutto del Partito Laburista, è che i migranti già presenti sul territorio britannico non bastino a rispondere alla crescente domanda di lavoro in alcuni settori come: hotel, ristoranti, catene di locali, aziende per la cura degli anziani; per esempio la nota catena Pret A Manger aveva fatto sapere che soltanto una richiesta di lavoro su 50 proveniva da cittadini britannici.

Ma, se il Regno Unito si sta letteralmente svuotando, dove si sta dirigendo il flusso migratorio?

Presto detto, in Germania.

Già dal 2017, la Germania era uno dei principali paesi di destinazione degli italiani, circa il 17% del flusso migratorio. Oggi, secondo il rapporto italiani nel mondo, il paese tedesco si colloca al primo posto. Andare a vivere, o lavorare in Germania è quindi la prima scelta, dal momento che rimane uno dei paesi economicamente più forti in  Europa. Le città migliori dove potersi trasferire sono:

Berlino, la capitale, per essere è uno dei più importanti centri politici, culturali, scientifici, fieristici e mediatici d’Europa, Stoccarda, una delle città tedesche più note per via della sua importanza culturale, amministrativa ed economica, Francoforte, per la collocazione della Banca Centrale Europea e quindi per il carattere finanziario ed economico ed ancora Lipsia, Amburgo e Colonia.

Al  secondo e terzo posto troviamo la Francia e la Svizzera con il 14% di flusso migratorio.

Regno Unito 0 Germania 1…palla al centro!


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